Il sorriso per scacciare l’incubo

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La vita è bella. Ognuno ha il diritto di viverla

Momenti scenici "Life is Beautiful"

Momenti scenici “Life is Beautiful”

 I ragazzi della compagnia teatrale Isola  Quassùd Liquid  Company non hanno perso  il sorriso  nonostante l’incubo che hanno  vissuto sulla  loro pelle. La maggior parte di  loro è arrivata  in Italia patendo le peggiori  sofferenze del  mondo: il caldo torrido del  deserto e la  desolazione del Mar  Mediterraneo. La loro  esperienza ed i loro  racconti non possono  lasciare indifferenti; ti  toccano il cuore, ti  fanno rabbrividire e ti  lasciano pensare  profondamente a quanto sia  labile il confine  fra la vita e la morte. Questi  ragazzi sono  riusciti a sopravvivere ma nei  loro occhi si percepisce ancora il dolore che hanno dovuto provare. Ciò che colpisce, però, è la loro voglia di vivere, di sorridere, di danzare, ballare e stare a contatto con la gente, al di là di tutto.

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Guerra all’Occidente, si o no?

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Il sogno del Califfato

 La battaglia condotta dall’ISIS non  è una crociata contro l’Occidente in  sé ma un contenzioso aperto da  secoli tra due correnti di credo  dell’Islam: quella sciita e quella  sunnita, quest’ultima professata dai  miliziani. Costoro hanno come  obiettivo reale quello di creare il  Califfato, una sorta di Stato in cui  l’unica vera religione sia quella  musulmana di corrente sunnita, ed  espandere i suoi confini fino a quelli  raggiunti durante il VII d.C. secolo che toccavano la penisola iberica. Per conseguire questo risultato, l’ISIS deve prima sbarazzarsi dei suoi nemici identificati principalmente nell’Iraq sciita, nell’Iran e nei regimi di Hezbollah in Libano e Assad in Siria. Da ciò si comincia a capire perché l’organizzazione abbia deciso di iniziare la sua campagna terroristica proprio ai confini di questi due martoriati Paesi (http://www.internazionale.it/).

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ISIS, le sue risorse ed il suo potere

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IsisL’ISIS è un soggetto di diritto internazionale a pieno titolo. Sarebbe anacronistico non considerarlo tale come potrebbe fare la vecchia scuola degli internazionalisti. Nell’era dell’economicismo è soggetto chi riesce ad esercitare potere ed influenza e chi sposta gli equilibri del sistema internazionale il che vale a dire avere il controllo dei traffici commerciali e godere di ingenti risorse economiche. L’ISIS, in quanto soggetto, possiede queste caratteristiche. Ma dove trova i fondi per esercitare la sua campagna terroristica e, al contempo, cercare di estendere i confini dello Stato Islamico?

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L’informazione come tesoro

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C’è da arrabbiarsi, per forza. Si, perché mi domando come sia possibile che la mia generazione non approfitti degli strumenti che la tecnologia ha messo a sua disposizione per cercare di migliorarsi. Attraverso internet abbiamo la possibilità di conoscore quasi tutto, di confrontare idee, opinioni, punti di vista. Possiamo informarci, sviluppare una sensibilità critica, mettere in dubbio le nostre convinzioni. Abbiamo un tesoro tra le mani che i nostri genitori, nonni si sognavano. Possiamo vivere la vita al massimo semplicemente sfruttando questo bagaglio di conoscenze inesauribile. Pongo qui due semplici esempi.

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Il primo. In una discussione tipicamente estiva, seduti su una panchina di fronte al mare a gustare un cornetto caldo, si parlava con amici di droghe. Ci si chiedeva come sia possibile ignorare gli effetti devastanti di queste sostanze. Come sia pensabile che un individuo sano di mente, che ha la possibilità di informarsi e documentarsi, sia spinto a ingerire nel proprio organismo dell’acido. O avere la lucidità mentale di seguire scrupolosamente vari passaggi per iniettarsi nelle vene tutto il tossicume possibile. So bene che il discorso è molto ampio, non può ridursi a due semplici righe ma, Cristo, aiutatemi a capire. Anni fa sarebbe stato difficile individuare gli effetti negativi di certe sostanze, molti non ne avevano la minima idea ma oggi, no, non si può. ( Per maggiori informazioni potete consultare questo link sulla classifiche delle droghe più pericolose al mondo http://www.sostanze.info/immagine/classifica-lancet-sui-danni-delle-droghe-tabella-tradotta-%C3%A8-tratta-focus).

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Renato Accorinti, sindaco non ordinario

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Non sapevano che era impossibile quindi l’hanno fatto…

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Renato Accorinti non è un sindaco ordinario. Noi messinesi lo sappiamo bene. Non è membro di alcun partito politico, non è ricattabile ma soprattutto prima di essere sindaco è un cittadino che per anni si è battuto per migliorare la città ricevendo sonore batoste e dolorosi calci nel didietro. Sono trascorsi quattordici mesi dal suo insediamento e la città dello stretto sembra respirare un’aria nuova, diversa. Sul piano pratico, è vero, non sono stati conseguiti risultati strabilianti come ci si sarebbe aspettato e le iniziative adottate dal Comune non hanno soddisfatto e convinto molti cittadini, vuoi anche per il dissestato bilancio ereditato dalle precedenti amministrazioni. Ciò nonostante, sarebbe ingiusto non attribuire al sindaco dei meriti. Renato, come gli piace farsi chiamare da tutti, ha cambiato la mentalità di una buona parte della città. Ha trasmesso i suoi principi di partecipazione politica, di pace e di lotta alla criminalità in modo alternativo consentendogli di ricevere dimostrazioni di affetto da più fronti. Continua a leggere

C’era una volta una speranza

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Tu ed il tuo partito siete stati una delusione. Rappresentavate la speranza di coloro i quali auspicavano un cambiamento netto con il passato, una cesura. Quando ti sei presentato per la prima volta, molti vedevano in te qualcosa di nuovo: sarà stato per la tua esuberanza, per la tua giovane età, per la dinamicità e la proprietà di linguaggio che hai da subito dimostrato. Ti facevi chiamare “il rottamatore”, avevi idee chiare e soprattutto principi che volevi fossero rispettati nelle aule istituzionali. Quando nel 2012 hai perso le primarie del PD, delusione e rabbia serpeggiavano in me. “Questo Paese non vuole affatto cambiare”, pensavo. Cosa è accaduto, poi? È cambiato tutto, in peggio. Sei salito al potere senza alcun tipo di legittimazione nonostante avessi più volte ribadito la tua volontà di essere eletto con il consenso popolare, sei sceso a patti con coloro che hai sempre attaccato e che ritenevi il risultato di anni di cattiva politica. Di giorno fai lotte apparenti con loro ma la sera ci vai a cena. Alcuni sono perfino i tuoi compagni di gioventù! (http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/07/29/renzi-e-il-patto-del-nazareno-caro-pd-lallucinazione-sei-tu/1075864/) Hai dichiarato che B. era un male da debellare ma eccoti lì, con lui, sotto mentite spoglie. Non sei diverso, anzi. E non venire a dire che ti serviva l’appoggio di questa gente per governare perché potevi contare sui numeri di altre fazioni. Sei arrogante, presuntuoso, credi che le tue idee, i tuoi programmi e le tue decisioni siano impeccabili, perfetti. Non ascolti chi ti vuole appoggiare. Fai un uso spasmodico della retorica fine a se stessa e stop. Menzioni grandi uomi del nostro passato costituzionale e a loro ti accosti ma non ti rendi conto di non esserne minimamente degno. Ti sei dimenticato dei maro’, non hai adottato misure idonee per fronteggiare la crisi immigrazione, in Europa sembri dimesso e non fai sentire la voce di un popolo, quello vero, che è stanco. Hai fatto leva, perche sei furbo e non è un complimento, su degli spiccioli per ottenere più voti alle europee perche sai bene che gli italiani si piegano facilmente per poco. E la legge elettorale che tu dici essere ottima? Una porcata 2.0. Hai smarrito per strada l’idea ed il senso intrinseco della “sinistra” e ti sei omologato agli altri e alle logiche del mercato. Dimmi, tu che ti senti il primo della classe, cosa è cambiato? Mi spiace dirlo ma altro che rottamatore: tu ed il tuo partito siete sempre più vecchi, anzi, i soliti vecchi.

Perchè l’Italia disputerà un buon mondiale

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Logo Mondiale Brasile 2014Checché se ne dica, il mondiale di calcio va oltre lo sport. È qualcosa di molto più grande che ha delle ripercussioni a livello sociale e che riesce a suscitare forti emozioni. È un caleidoscopio di colori, musica, culture, tradizioni, popoli lontani che si uniscono in danze, canzoni e cori. Lasciamo da parte le polemiche e godiamo, comunque, di quello che questa manifestazione può offrire. In Italia, come altrove, il mondiale è molto sentito e riesce a coinvolgere tutti gli strati della popolazione, talvolta riesce anche a bloccare il Paese, fa sorgere un sentimento di unità nazionale e di appartenenza che, ahimè, non viene mostrato per altri ambiti e contesti. Fatta questa breve presentazione, vorrei spiegare perché la nazionale italiana disputerà un buon mondiale, nonostante le critiche di questi ultimi giorni. Continua a leggere

E mo’ basta!

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…e zanzare e vampiri che la succhiano lì

se lo pompano in pancia un bel sangue così…

Scandalo MoseE mo’ basta! Non si può più andare avanti in questo modo. La realtà italiana è diventata davvero insostenibile e sconfortante. Ma ci si rende conto di quanto così in basso sia sprofondato questo Paese?  Disoccupazione dilagante al 46%, famiglie ridotte in condizioni di quasi miseria, ragazzi che sgomitano per un posto di lavoro, studenti che chiedono rassicurazioni per il proprio futuro, giovani medici e brillanti laureati che vanno via e queste solite quattro (beh, in effetti sono molti di più) facce da sola di politici magna magna si permettono il lusso di fare ciò che meglio credono con i soldi pubblici? Con l’incompiuta Mose, salgono a 320 le opere pubbliche non terminate (dato consultabile dal sito http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/30/ecco-censimento-degli-incompiuti/187625/). È una faccenda inquietante. Non scherziamo: questo è uno Stato che non rappresenta i cittadini, è uno Stato criminale. Non è una questione di destra o di sinistra perché questi due concetti o ideologie sono ormai obsoleti. Non c’è più una identificazione di classe. Tutti i poteri forti sono da considerarsi UGUALI. Si ruba da ogni parte. Non c’è da identificarsi in nessun rappresentante, in nessun colore ed ahimè in nessun orientamento ideologico. Continua a leggere

La spicciola retorica non serve

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Come ogni anno, il 23 Maggio viene commemorata la tragica morte di Giovanni Falcone, uno dei tanti onesti, grandi e valorosi uomini che hanno cercato di cambiare l’Italia e di trasformarla in un posto migliore. Costoro si sono prodigati di sconfiggere la mafia, cancro della società internazionale e non solo nazionale come erroneamente spesso si crede, attraverso il duro lavoro, l’isolamento ed il silenzio di spaventati cittadini ma soprattutto credendo fermamente nella legge. Durante le giornate del ricordo, improvvisamente, tutti riscoprono il senso civico, la voglia di combattere e lo sdegno verso il crimine, verso la mafia. E guardando e sentendo tutto ciò sorgono spontanee delle domande, però. Che fine fanno le memorie di Falcone, Borsellino, Peppino Impastato quando si assiste al pestaggio di commercianti che non intendono pagare il pizzo? Che fine fanno le loro memorie quando si fa finta di non vedere e si preferisce l’omertà alla parola? Che senso ha ricordare se nella vita quotidiana non si mettono in pratica i loro esempi ed il loro coraggio? Quello che si cerca di dire è che la commemorazione fine a se stessa è vana, inutile. La memoria di coloro che hanno dato la vita per combattere il crimine dovrebbe essere alimentata ogni giorno. Continua a leggere

A voi

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Dedicato a tutti i migranti

A voi,
che abbandonate le vostre famiglie e i vostri affetti.
A voi,
che attraversate il mare in tempesta con una valigia carica di  speranza.
A voi,
che siete la notizia di apertura dei tg e che riempite le prime pagine dei giornali.
A voi,
che siete bersaglio di stolti politici che vi usano come capi espiatori.
A voi,
che subite la nostra indifferenza e il nostro egoismo.
A voi,
che venite ammassati in tendoni sporchi e lì venite dimenticati.
A voi,
che conoscete la fame, la guerra, la disperazione.
A voi,
che nonostante tutto non mancate di sorridere.
A voi,
che abbracciate la vita e le sue sfumature.
A voi,
è rivolto un piccolo grande pensiero.