Discorso tra padre e figlio

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Appollaiato sulla sua comoda poltrona e al caldo, il padre stava leggendo il giornale quando il bambino, appena tornato da scuola, gli chiese: << Papà, che cosa è la memoria? >>

Il padre, stupefatto, rispose: << La memoria aiuta l’uomo durante la sua vita quotidiana. Gli consente di immagazzinare informazioni, emozioni, sentimenti. Dovrebbe aiutarlo a plasmare il suo comportamento e la sua personalità, a impedirgli di commettere gli stessi errori del passato. Insomma, senza memoria ogni essere resterebbe sempre uguale, non potrebbe crearsi alcuna esperienza e di conseguenza non riuscirebbe a progredire. Sfortunatamente, gli essere umani tendono a dimenticare il passato, gli errori e le esperienze vissute >>.

Il bambino sembrò molto incuriosito e domandò: << E perchè esiste il giorno della memoria?>> Continua a leggere

Il mondo dimenticato

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All’indomani degli attentati di Parigi, un milione e trecentomila persone si sono riversate nelle strade della capitale francese per protestare contro il terrorismo: meraviglioso esempio di comunanza e di solidarietà, certo. Ma questo la dice lunga su come esistano realtà di seria A e di serie B. Che manifestazione spontanea è stata organizzata per  le vittima di Gaza? E per gli innocenti trucidati in Siria ed Iraq? L’occidente ha scoperto improvvisamente l’esistenza del terrorismo internazionale solo perché è stato attaccato uno dei suoi simboli. Quando realtà lontane da Londra, Roma, Boko HaramBerlino vengono assediate da fanatici con le loro armi e le loro ideologie, l’attenzione dei media e delle istituzioni del Nord del mondo non prestano la benché minima attenzione e continuano a perseguire i loro interessi trascurando le possibili e terribili conseguenze che possono discendere da quei luoghi. L’ipocrisia e l’egoismo dell’occidente si palesano in questi frangenti duranti i quali tutti i leader, e con loro i cittadini, riscoprono il senso della partecipazione e della mobilitazione. E tra qualche giorno, quando tutto cadrà nel dimenticatoio e i media si occuperanno delle solite futili notizie, ognuno riprenderà la propria vita come se nulla fosse successo mentre il terrorismo divamperà, soprattutto in Africa e Medio Oriente. Un esempio di questo scenario è rappresentato dal movimento islamico Boko Haram che opera in Nigeria, uno dei paesi dell’Africa nera più ricchi ma anche uno dei più instabili a livello politico e sociale ed in cui esiste una netta contrapposizione tra un Nord musulmano e un Sud cristiano.

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Quando alla penna si risponde con le armi

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kissing_hebdoHo sempre creduto che fare il giornalista fosse il mestiere più bello del mondo. Mi entusiasmava l’idea di viaggiare, di scoprire luoghi e culture diverse, di raccontare storie, di stare a contatto con la gente, di respirare il mondo nella sua essenza. Col tempo, però,  ho realizzato che essere giornalista significa anche essere padroni di un’arte tanto raffinata quanto potente: la scrittura. Ferire con la penna può essere più doloroso di ricevere un pugno in faccia cosi come scherzare con delle immagini può essere percepito più offensivo di un insulto diretto. Le Costituzioni dei Paesi democratici e le Istituzioni internazionali tutelano il diritto alla libertà d’espressione come sacro quanto delicato principio cardine della società contemporanea. Eppure, le vicende internazionali degli ultimi anni hanno palesato come i giornalisti, sia per il loro ruolo che per la visibilità mediatica di cui godono, siano tristemente diventati merce di scambio, semplici pedine di una scacchiera da muovere a proprio piacimento da fanatici e squilibrati e dei bersagli da colpire per lanciare segnali.

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Abusi e ricatti: la realtà delle donne rumene

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Sfruttamento nei campiDa tempo nel ragusano si è sparsa la voce che i signori feudali proprietari dei terreni agricoli siano soliti abusare sessualmente di donne e ragazzine rumene oltre a sfruttare la loro forza lavoro per molte ore al giorno e per una misera paga. Per essere più precisi, grazie ad un’inchiesta dell’Espresso che ha  cominciato a far luce a livello nazionale su questo microcosmo, le lavoratrici che vantano degli arretrati hanno la possibilità di riceverli solo accettando le avance o i ricatti dei loro padroni. Per contrastare questa vera e propria tratta, sono stati promossi diversi progetti tra i quali Solidal Transfert presentato dalla Cgil e Medici senza Frontiere che prevede  l’allontanamento dai luoghi delle violenze ed il reinserimento, discreto, delle donne in altri contesti per evitare il verificarsi di vendette o ritorsioni. Ma i risultati non sono stati quelli sperati: si conta infatti che in due anni siano stati collezionati solo dodici fascicoli riguardanti altrettanti casi. Molte rumene pur di non perdere il lavoro si piegano a questi degradanti ricatti e difficilmente trovano il coraggio di denunciarli. Continua a leggere

Quando i diritti civili vengono ignorati

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Diritti civiliIn questi giorni il dibattito civile si è focalizzato sulle unioni omosessuali contratte all’ estero ma  trascritte in alcuni comuni italiani. Il caso più eclatante si è registrato a Roma dove il sindaco Marino si è opposto prima alle richieste del Prefetto della Capitale che gli chiedeva di annullarle e poi del ministro Alfano. Questo evento ha scatenato una bufera di polemiche e ha riacceso un tema spesso tirato in ballo ma altrettanto accantonato. L’Italia non è mai stata sensibile ai diritti civili ed anzi risulta essere il peggior Paese dell’Eurozona. Infatti, stando ad alcuni sondaggi condotti dall’Unione Europea, lo Stivale viene etichettato come uno degli ultimi ad aver affrontato il problema e ad aver fatto concretamente qualcosa. Per quanto concerne le unioni gay, l’Italia ha cominciato ad approvare manovre contro la discriminazione sessuale soltanto nel 2003 quando altri Paesi avevano raggiunto traguardi più importanti. Per fare un esempio, in quell’ anno l’Olanda aveva già varano delle leggi a favore delle unioni civili, del matrimonio e delle adozioni ed è stata seguita, con passo leggermente più lento, da Francia e Germania. Continua a leggere

Il mercato del sesso in Cambogia

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Tra le tante realtà del mondo, una delle più macabre si è concretizzata in Cambogia negli ultimi decenni. Nel Paese, la maggior parte della popolazione vive al di sotto o poco sopra al livello di povertà e la condizione delle donne  è imbarazzante: guadagnano 27 centesimi per ogni dollaro guadagnato da un uomo e vengono impiegate o nel settore agricolo o in quello tessile per una paga mensile di soli 75 euro. Di fronte alla fame, alla mancanza di un tempo sotto cui vivere, di assistenza sanitaria e di denaro, questa situazione ha indirizzato molte famiglie a trovare nel mercato delle vergini una opportunità per cercare di tirare avanti vendendo le figlie, sacrificando così la loro verginità ed i loro sogni, ad ufficiali di polizia, noti uomini d’affari locali e politici che rappresentano i principali clienti di questo mercato. Da alcune interviste, è saltato fuori che in Cambogia una ragazza può essere venduta per un paio di giorni o per intere settimane per una cifra tra i 750 e i 3800 euro. Continua a leggere

La Jihad coloniale

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Deserto e sangue

Deserto e sangue

Continua l’ascesa dell’ISIS senza che i  governi dei Paesi occidentali abbiano  organizzato una offensiva degna di  questo nome. La conquista della città di  Kobane e la seria minaccia che stanno  vivendo i curdi al confine turco è lo  specchio dell’incapacità e forse della  poca volontà dell’Europa e degli USA di  fermare l’avanza di un soggetto che pian  piano potrebbe veder concretizzarsi il  suo obiettivo. La responsabilità   dell’Occidente non si palesa soltanto in relazione all’ immobilismo di questi mesi ma soprattutto alle errate valutazioni effettuate nei decenni scorsi perché la nascita del movimento Stato Islamico è il prodotto della crisi e del collasso delle strutture politiche sorte nel periodo coloniale. Continua a leggere

Scoppierà un conflitto tra l’ UE e Mosca?

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Cattedrale di San Basilio

Cattedrale di San Basilio

Le tensioni fra la Russia e l’ Occidente sono  cresciute dopo la crisi scoppiata in Ucraina. Putin,  temendo che Kiev potesse firmare l’accordo di  associazione con l’Unione Europea e che potesse  entrare a far parte della NATO (solo lui ci aveva  pensato!), ha colto il pretesto per annettere la  Crimea (mediante referendum non riconosciuto  dalla  comunità internazionale) e minacciare  ripercussioni  sull’Ucraina stessa. Da qui il  raffreddamento dei  rapporti con i Paesi europei i  quali non hanno  digerito l’operato di Mosca ed  hanno pensato di  imporre sanzioni economiche.  Negli ultimi giorni  si è paventata l’ipotesi che  potesse scoppiare un  conflitto ma questa idea  sembra forse un poco  azzardata per diverse  ragioni. Continua a leggere

Hong Kong in piazza per chiedere i suoi diritti

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Manifestazioni a Hong Kong

Manifestazioni a Hong Kong

 Da qualche settimana, una  moltitudine di liceali, universitari e  di veterani del partito comunista  riuniti nel movimento Occupy  Central si  è riversata nelle strade  di Hong  Kong per protestare  contro il  governo cinese reo di  non aver  mantenuto la  promessa di  indire elezioni a  suffragio  universale. Infatti, con  una  decisione dello scorso Agosto,  Pechino ha fatto sapere che i  candidati dovranno essere  preventivamente approvati dal  governo centrale. Un grave torto  non solo perché è sintomo di come  ancora la Cina sia ben lontana dal modello legale occidentale ma soprattutto perché, così facendo, vengono violati obblighi assunti nel 1997 quando la città di Hong Kong, da sempre crocevia fondamentale per gli scambi commerciali da e per la Cina, da colonia britannica è passata sotto l’influenza di Pechino che si impegnava, in virtù di un precedente accordo, a concederle per cinquant’anni un alto grado di autonomia. Da quanto si evince, sembra proprio che i patti non siano stati rispettati.

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Immobilismo di fronte alla diffusione dell’ebola

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 DAILY MAILLa diffusione del virus ebola non è stata sapientemente  controllata sin dal primo contagio accertato all’inizio del 2014.  Si presume che esso sia stato causato da un contatto tra un  abitante di un villaggio dell’Africa occidentale ed un pipistrello  della frutta e che poi il virus abbia cominciato a diffondersi  rapidamente al confine tra Guinea, Sierra Leone, Liberia.  Inoltre, è stato scoperto che un nuovo ceppo si sta  espandendo  in Nigeria, il Paese più grande di tutto il  continente africano.

 L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha probabilmente  agitato tardivamente (soltanto tre mesi dopo il primo  accertamento) trovandosi in difficoltà nel gestire la critica situazione. Critica perché, ad oggi, si contano già 2400 deceduti e le stime per il prossimo futuro non sono di certo confortanti. È pur vero che puntare il dito verso l’OMS non sembra opportuno e sicuramente il problema dovrebbe essere analizzato con molta più attenzione. Margaret Chan, direttrice generale dell’organizzazione, ha approfittato delle critiche che le sono giunte da più parti per far notare, in primo luogo, che solo pochi Paesi hanno risposto all’appello dell’agenzia che chiedeva un supporto economico e tecnico per fronteggiare la crisi e, in secondo luogo, che sono i singoli governi ad essere responsabili verso i cittadini e la loro salute aggiungendo che il compito principale dell’OMS è quello di realizzare nel mondo intero strutture sanitarie di base attraverso sia i contributi versati dai 194 Stati membri, che rappresentano il 20% del bilancio, sia donazioni effettuate da privati. Queste risorse vengono utilizzate dall’OMS per prestare le proprie competenze tecniche, aiuto, consigli e personale qualificato a chi richiede un sostegno.

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