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tristezzaMarta aveva trentacinque anni, era sposata da quattro e desiderava ardentemente avere un figlio. Fino a quel momento, il destino non le aveva affatto sorriso perché nonostante provasse in tutti i modi, questa regalo non le era ancora arrivato. Marta aveva conosciuto Marcello durante gli anni universitari e se ne era innamorata da subito. Aveva trovato il lui tutto quello che cercava in un uomo: simpatia, solarità, sicurezza e tenerezza. Condividevano quasi gli stessi interessi e non era difficile per loro trovare degli argomenti di discussione. Avevano deciso di sposarsi poco dopo aver trovato lavoro, Marcello in una importante azienda e Marta presso un ente statale. Il loro amore genuino e spontaneo li aveva spinti a non perdere troppo tempo, e così i novelli sposi avevano acquistato casa con i lori risparmi e avevano deciso di concedersi degli svaghi prima di metter su famiglia. Avevano viaggiato, si erano permessi alcuni piccolissimi lussi ma anche lunghe domeniche rintanati in casa a coccolarsi ed oziare. I due stavano vivendo un sogno ad occhi aperti. Tutto andava secondo programma ma quando avevano deciso di concepire un figlio le prime ansie ed i primi timori si manifestarono. Il tempo scivolava via inesorabile. Esattamente da due anni, la coppia provava ma non riusciva. Le consultazioni mediche che ne seguirono non evidenziarono gravi problematiche: Marcello aveva una conta spermatica nella media e Marta niente di così rilevante. Madre natura si era semplicemente accanita contro i due giovani senza un apparente motivo. Probabilmente, il loro amore puro e la loro felicità spontanea dovevano duramente essere messi alla prova. Marta desiderava essere mamma. Sin da ragazzina aspettava che un giorno avrebbe potuto cullare tra le braccia un bimbo tutto suo. crisi di coppiaAveva il carattere per essere una buona madre: amava i bambini, ci aveva avuto sempre a che fare in quanto zia di tre marmocchi, figli dei suoi fratelli, e sapeva come trattarli. Marcello, invece, era diverso dalla moglie. Il suo desiderio non era intenso come quello di Marta ma sperava ugualmente di diventare padre. I sorrisi, gli sguardi spensierati e la felicità della donna furono sostituiti da pianti, da disperazione e da impazienza. Marcello trovava difficile consolarla di continuo, non aveva la pazienza di starle a presso e di rincuorarla. Il suo comportamento era dettato dal non saper come gestire la moglie, da come aiutarla ma anche dal clima pesante che si era creato in casa. Questa momentanea crisi andava affrontata in modo diverso. Bisognava considerare le possibili soluzioni ed accettare, a mali estremi, la realtà dei fatti. Nonostante l’età avanzasse, entrambi covavano la speranza di riuscire in questo progetto altrimenti la coppia avrebbe dovuto adottare un bambino o continuare la sua vita così come era stata per quattro anni. Per Marcello, la mancanza di un figlio non sarebbe stato un vuoto incolmabile perché amava Marta sopra ogni altra cosa e non avrebbe messo a repentaglio una storia d’amore per questo incidente di percorso. Marta, dal canto suo, si era trovata di fronte ad una realtà troppo dura da digerire: aveva visto infrangersi, almeno per il momento, uno dei suoi più grandi sogni e, a broken dreamsdifferenza del marito, avrebbe avuto grandi difficoltà a colmare questo vuoto. Soltanto attraverso il sostegno reciproco e l’amore, la coppia avrebbe potuto superare questo momento di sconforto. Marta avrebbe dovuto rialzarsi e affrontare la vita sapendo di poter contare sugli affetti della famiglia, sulle soddisfazioni del suo lavoro e sull’amore di Marcello. In cuor suo, però, sapeva che fino all’ultimo non avrebbe perso la speranza di realizzare il suo più intimo sogno.

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