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All’indomani degli attentati di Parigi, un milione e trecentomila persone si sono riversate nelle strade della capitale francese per protestare contro il terrorismo: meraviglioso esempio di comunanza e di solidarietà, certo. Ma questo la dice lunga su come esistano realtà di seria A e di serie B. Che manifestazione spontanea è stata organizzata per  le vittima di Gaza? E per gli innocenti trucidati in Siria ed Iraq? L’occidente ha scoperto improvvisamente l’esistenza del terrorismo internazionale solo perché è stato attaccato uno dei suoi simboli. Quando realtà lontane da Londra, Roma, Boko HaramBerlino vengono assediate da fanatici con le loro armi e le loro ideologie, l’attenzione dei media e delle istituzioni del Nord del mondo non prestano la benché minima attenzione e continuano a perseguire i loro interessi trascurando le possibili e terribili conseguenze che possono discendere da quei luoghi. L’ipocrisia e l’egoismo dell’occidente si palesano in questi frangenti duranti i quali tutti i leader, e con loro i cittadini, riscoprono il senso della partecipazione e della mobilitazione. E tra qualche giorno, quando tutto cadrà nel dimenticatoio e i media si occuperanno delle solite futili notizie, ognuno riprenderà la propria vita come se nulla fosse successo mentre il terrorismo divamperà, soprattutto in Africa e Medio Oriente. Un esempio di questo scenario è rappresentato dal movimento islamico Boko Haram che opera in Nigeria, uno dei paesi dell’Africa nera più ricchi ma anche uno dei più instabili a livello politico e sociale ed in cui esiste una netta contrapposizione tra un Nord musulmano e un Sud cristiano.

Boko Haram, la cui traduzione araba significherebbe “l’educazione occidentale è peccato”, è stato fondato dal terrorista Ustaz Mohammed Yusuf nei primi anni del 2000. Per ingrossare le fila del movimento, il leader ha puntato sulla disperazione e frustrazione dei nigeriani di fronte alla crescente instabilità e corruzione politica e sull’abuso della forza esercitato dalla polizia locale. Nella città di Maiduguri, ha inoltre fondato una scuola per consentire ai bambini poveri di ricevere un’istruzione, principalmente incentrata sulla diffusione del messaggio della sharia! Una volta aumentato il numero degli affiliati, il gruppo ha ricevuto cospicui finanziamenti economici da parte del governatore dello Stato di Kano, Ibrahim Shekarau, e di quelloArmi dello Stato di Bauchi, Isa Yuguda. Cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni, oggi Boko Haram conta 9000 miliziani e controlla il 70 % dello Stato del Borno  situato nel Nord Est della Nigeria. Ha iniziato dapprima con sporadici attacchi in piccoli centri del Paese per poi assumere una dimensione più internazionale operando anche nei vicini Ciad, Camerun e Niger. Tra gli attentati più sanguinosi, oltre alle uccisioni di diversi leader religiosi, si ricordano quello di Abuja del 2011 quando un’autobomba esplose presso la sede ONU, la strage di Baqa qualche giorno fa che ha stroncato 2000 vite e distrutto circa 16 villaggi e l’attentato al mercato di Maiduguri usando due bambine kamikaze.

La poca attenzione prestata a queste vicende dai media tradizionali impone una riflessione su come nel mondo il terrorismo viva e si alimenti giorno dopo giorno e mieta vittime nel quasi pieno silenzio dell’Occidente. La solidarietà e il senso della partecipazione non possono essere usati a proprio piacimento ma devono essere considerati strumenti forti per un’azione coordinata. E’ tempo che il Nord del mondo si assuma le proprie responsabilità e si interroghi sul suo ruolo internazionale.

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