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Diritti civiliIn questi giorni il dibattito civile si è focalizzato sulle unioni omosessuali contratte all’ estero ma  trascritte in alcuni comuni italiani. Il caso più eclatante si è registrato a Roma dove il sindaco Marino si è opposto prima alle richieste del Prefetto della Capitale che gli chiedeva di annullarle e poi del ministro Alfano. Questo evento ha scatenato una bufera di polemiche e ha riacceso un tema spesso tirato in ballo ma altrettanto accantonato. L’Italia non è mai stata sensibile ai diritti civili ed anzi risulta essere il peggior Paese dell’Eurozona. Infatti, stando ad alcuni sondaggi condotti dall’Unione Europea, lo Stivale viene etichettato come uno degli ultimi ad aver affrontato il problema e ad aver fatto concretamente qualcosa. Per quanto concerne le unioni gay, l’Italia ha cominciato ad approvare manovre contro la discriminazione sessuale soltanto nel 2003 quando altri Paesi avevano raggiunto traguardi più importanti. Per fare un esempio, in quell’ anno l’Olanda aveva già varano delle leggi a favore delle unioni civili, del matrimonio e delle adozioni ed è stata seguita, con passo leggermente più lento, da Francia e Germania.Nonostante la società civile stia cambiando in fretta e stia abbattendo dei costrutti di vita che da secoli sono radicati nell’ideale collettivo, le varie comunità di transgender, gay, intersex e lesbiche sono in continua crescita e da tempo rivendicano dei diritti che, come detto prima, esistono all’estero. Ci si scandalizza così tanto ma in molti ignorano che già nel periodo classico (si pensi ai Greci) queste forme di amore esistevano ed erano ampiamente praticate soprattutto presso i ceti sociali più alti. Limitare tali forme di espressione significa ridurre la dimensione personale dell’individuo cercando di tenerlo a bada, di ingabbiarlo. È un atteggiamento che non può essere ammesso. Sorge allora spontanea una domanda: perché ci si impantana su un tema così delicato ma che altrove è stato affrontato e risolLa Chiesa accetti gli omosessualito? L’ idea qualunquista è quella di credere che l’ostacolo più grande sia rappresentato dalla Chiesa. Se così fosse, perché la Spagna ed il Portogallo, storicamente roccaforti del credo cattolico in Europa insieme all’ Italia, hanno promulgato già da tempo delle leggi in favore delle coppie omosessuali? Per entrare nel dettaglio, la Spagna fin dal 1996 si è espressa ed ha agito legislativamente contro la discriminazione, a favore del matrimonio e dell’adozione gay. No, la Chiesa ed il credo c’entrano forse in minima parte anche perché Papa Francesco, il quale incarna meglio di tutti lo spirito della modernità, ha invitato ad ascoltare le richieste di questo tempo aprendo le porte ai diritti degli omosessuali e sollecitando gli uomini di fede a rifiutare qualsiasi forma di esclusione. Magari i motivi di cotanto ostruzionismo potrebbero essere economici: la famiglia tradizionale è in sé un’acquirente importante. Si pensi alle automobili adatte ad un nucleo familiare numeroso, a pacchetti vacanze ideate ad hoc, alle ricorrenze come la festa della mamma o del papà e ad altri esempi commerciali. Una provocazione? Forse!

Libertà di espressioneDate queste risposte, è bene sottolineare un dato certo: uno Stato di diritto è tale non solo quando la legge viene rispettata ma soprattutto lo è quando ogni cittadino è libero di esprimere la sua personalità ed i suoi sentimenti. Non si riesce a capire quale sia il fastidio, la ripugnanza o il rifiuto verso individui che provano attrazione per altri soggetti dello stesso sesso. Garantire il rispetto di questi diritti significa anche permettere alle persone di vivere in un contesto sociale molto più disteso, sereno e stimolante. Non si può rilanciare un Paese pensando solo alle questioni economiche perché prima di tutto il Paese è fatto da cittadini ed è da qui che bisogna ripartire: cosi come le radici di un albero, più solida è la società più difficile sarà abbattere uno Stato e le sue strutture. Le istituzioni hanno un compito delicato ma è necessario non aggrapparsi a vecchi stereotipi o arcaiche convinzioni o a spaccature di partito  quanto intervenire concretamente vagliando tutte le possibili soluzioni non solo per accontentare una sempre più grande comunità omosessuale ma soprattutto per educare la maggioranza al rispetto dell’altro e ad evitare qualsiasi forma di violenza culturale. Il tema dell’omosessualità può fare da apri pista per altri temi come l’eutanasia, il testamento biologico, l’aborto e la fecondazione assistita. L’Italia ha ancora molta strada da fare.

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